venerdì 4 dicembre 2009

DAY #4 - Pausa di riflessione


Scende la neve, e ne approfitto per comprare un paio di scarpe.

I pensieri sono un po' scemati, soprattutto per le parole caustiche di qualcuno che pensa mantenga una posizione da sommozzatore.

Rifletto sotto le precipitazioni, su quattro tipi di stili, ma finché non sarà definita tutta la tassonomia, meglio restare con l'acqua in bocca.

Poche parole, come per i buoni intenditori.

Stasera niente prove, ma almeno il mal di testa è andato.

Ho scoperto una nuova miniera. Anche se il custode ha scarsa professionalità. Ci tornerò nei prossimi giorni, intanto ho due pepite per il (lungo) week end.

Reinstallato l'OS, che mi dava errori ogni quattro secondi.
Portato a spasso il cane.
Pulito il bagno.
Preparato la valigia.

Ora si parte.

Mi danno fastidio i suoni di messenger.

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giovedì 3 dicembre 2009

DAY #3 - Variabile

Alternanza di stati, variabilità. Dal sereno al brutto tempo. Ciclicità.

Mi cadono le balle.



Prima immaginavo di essere stato un gerarca nazista, o un altro tipo di criminale di guerra in una vita passata. Il mio karma si spiegherebbe bene..

Salgo e scendo come su un rollercoaster.




Sono sempre stato così, da quando ricordo con un minimo di sicurezza. Immagino che sia caratteriale. Irrequietezza e confusione.
Una bufera interiore che, a quanto mi hanno detto in tanti, sono bravo a nascondere.

Non fosse per gli occhi...

Fai Questo Test E Ti Dirò Che Cosa Si Vede Nei Tuoi Occhi


L'ho fatto tempo fa. Non so quando, sarà passato un anno.
L'ho (ri-)fatto l'altro giorno.
Il risultato è simasto lo stesso. Malinconia.

Dicono che ho dei begli occhi. ..sarà.. a me, più scuri sono, più piacciono.
Si sa che l'erba del vicino è sempre più verde...

Scarsa produttività, oggi.

Pensando al mio autunno in cui cadono a gruppi anche le foglie dei sempreverdi.. (sempreverdi???) mi perdo a immaginare strade che avrei dovuto percorrere, a errori fondamentali compiuti in un passato che fastidioso continua a inseguirmi.

Hai ragione, dovrei essere io che per primo mollo il suo guinzaglio. Che cosa me lo porto dietro a fare?

Un raggio di sole destato da un alito di vento, rischiara un istante la strada.
Basta uno sguardo, in fin dei conti, per capire che non si è da soli. La solitudine resta però un requisito immancabile.

Una parola dolce, una tagliente. Cinquanta-e-cinquanta Jerry.
Che cosa vuoi che chieda al pubblico? Mezzi non ci vedono, alcuni stentano a sentirci. (come si diceva... "orecchie da mercante"..???)
O salgono su pulpiti di plastica, recitando frasi fatte incellophanate, o mi conviene puntare su quel tre percento che indica la quarta alternativa che gli altri non cagano neanche di striscio.

Fin che ce n'è, comunque, mi resta la telefonata a casa.
C'è poco tempo, non saranno esperti, ma anche se a un certo punto cade la linea, almeno mi danno la forza per rispondere a un'altra domanda.

Risposta giusta o sbagliata?
Tanto..

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mercoledì 2 dicembre 2009

DAY #2 - Senso di colpa


Cala il sole e un'altra giornata è andata.

La notizia più importante, oltre al freddo e all'arsura provocata dal sole, è che è apparso un altro segno del declino del Tempio del Signore.

Il suo dono, maltrattato, mostra gli ennesimi segni di cedimento.

//Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie//



una piccola realtà, quando il disprezzo per questo viaggio (che l'agente di viaggio aveva assicurato gratuito) raggiunge il suo apice ciclico.

Non mi soddisfa, questa piccola realtà. In effetti, perdite di questo tipo sono solo una seccatura, l'ennesima prova. Il biblico Giobbe ne sa qualcosa.

Mi consolo pensando (e sperando) che siano gli ultimi passi. Sono stanco, stanco, stanco. E' da poco, ma nello stesso tempo è da tanto.

I numeri, in aumento, non mi rasserenano.

Vedo solo debolezza, cattiveria, pensieri e fatti effimeri.
Sento tristezza, sfiducia. E quella trasparenza di cui mi sono accorto oggi mi fa cadere ancor più nel profondo fosso che mi sto scavando da anni.

Mi sa, (ancora una volta), che ho vissuto abbastanza.




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martedì 1 dicembre 2009

DAY #1 - Crisi

Il giorno dopo la catastrofe.

Dicono che crisi significhi crescita.. forse, con la massima di Confucio (credo) per la quale "il forte non è colui che non cade mai, ma colui che cadendo si rialza"..



la risposta che mi viene in mente a questa analisi etimologica oggi non è garbata, anche su un blog di internet.

Critiche costruttive e mesta ricostruzione. Dopo le fiamme, con ancora le ceneri calde, le braci nascoste sotto la polvere e le scintille che si levano al cielo in serpentine guidate dal vento, l'entusiasmo degli abitanti si spegne lentamente non appena il sole ha raggiunto il suo massimo, e si arrende alla gravità scendendo verso l'orizzonte.

Non ho più parole. Dopo le cinquecentotrentuno pietre messe per fondamenta, mi lascio prendere dal panico, da pensieri che con la ricostruzione non hanno niente a che fare, da distrazioni e giochi di bambini che non mi aiutano per niente.

Un viaje de culpa, in desolate terre lontane, bagnate da lacrime che sgorgano da errori del passato che non si possono rimediare, e dall'incertezza per il futuro.

Ho vissuto abbastanza.

Il pensiero mi ha sfiorato qualche giorno fa. Sono annoiato, stanco e deluso.
Di cosa, mi chiedo. E rifletto per un volatile istante che questa roulette sinusoidale potrebbe (e infatti lo è) essere causata proprio dalla risposta che mi sono dato per tanto, troppo tempo.

Ritorno alla mia cartina, osservando se le annotazioni che ho costruito si sono evolute. Niente di fatto. E che cosa pretendo..

Dicono dalle mie parti: "bisogna darse le man intorn".. Credo che gli inglesi dicano hands around.. curioso caso.

Ma nemmeno questo risolve il mio cosiddetto problema. Tutto sta nel procedere con fede, il famoso "salto dalla testa del leone", con cui "l'uomo dimostrerà il suo valore".

Il sogno di venerdì, diventato prima fantasia, poi ossessione, si è sciolto come un ghiacciolo di un venditore ambulante nelle mani di un bambino sulla spiaggia di Riccione. Abitanti di Cinto, mi sentite? Non credo proprio. Il disinteresse è totale.

E mi tornano in mente K, Q, I, S, con le loro punte d'orgoglio, il loro materialismo, la loro testardaggine e l'essere ancorati al passato.
Dell'altro si detesta ciò che in parte si è.

Parole sante.


DATA: P3:P531